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Profumo di Vita #neldirittodelbambino

Il progetto artistico-sociale Profumo di vita, ideato dall’Associazione Legal@rte nasce per creare un momento di riflessione e approfondimento sul fenomeno sommerso della “violenza assistita” da minori al fine di conoscere le conseguenze che si riscontrano nei bambini che ne sono inermi spettatori. Un problema sociale che deve investire tutti tenuto conto che quegli adulti, diventati genitori, corrono un alto rischio di trasmissione intergenerazionale delle condotte maltrattanti/abusanti. Un argomento purtroppo sempre attuale: secondo il Primo rapporto mondiale su violenza e salute emesso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, il 90% delle aggressioni subite dalle donne si verificano in presenza dei figli. Per affrontare il tema, Elena Givone ha scelto la fotografia “Newborn”, opere fotografiche realizzate nei primissimi giorni di vita del bambino per poter cogliere al meglio un momento magico ed irripetibile: il sonno profondo dei neonati e le classiche pose assunte nel grembo materno.

Partendo dalle immagini dell’infanzia, la mostra, a cura di Roberta Di Chiara, si propone di guidare il visitatore all’interno di uno speciale percorso multisensoriale “empatico”; all’abbraccio della fragranza realizzata per “Profumo di Vita” da Diletta Tonatto della Maison torinese, che riconduce all’odore del neonato ed interagisce in maniera armonica con quel meccanismo della natura finalizzato alla conservazione del piccolo e che creare un legame unico tra genitore e bambino, si fondono le note del musicista Stefano Cannone con commistioni di morbide musiche e rumori bianchi. In contrapposizione all’idea di cura e protezione dell’istallazione, un video interpretato dall’attrice Elena Ruzza, tratto dall’esperienza della psicoterapeuta Katia Ferraguzzi, porrà il visitatore di fronte ad una realtà spesso invisibile dei minori vittime di violenza assistita. Dopo la prima esposizione nella Sala delle Colonne del Valentino, l’istallazione trova cornice ideale nelle sale di Palazzo Barolo, nello spirito dell’Opera Barolo, che vede nella crescita culturale un modello di arricchimento personale e di sviluppo. Fondata nel 1864 da Giulia Colbert Falletti, l’Opera Barolo è lo strumento operativo che prosegue l’azione solidale e l’impegno sociale, politico e culturale portato avanti con il marito Carlo Tancredi.

L’intuizione centrale, modernissima, dei Marchesi di Barolo è stata creare un legame tra assistenza, educazione e cultura. Le immagini esposte sono protagoniste di un calendario destinato a raccogliere fondi per il supporto psicoterapeutico dei minori vittime di violenza, spesso non fornito dal servizio pubblico, in collaborazione con l’Associazione Familiarmente. Le fotografie sono state realizzate presso l’ospedale Sant’Anna nel Reparto Universitario  di Ostetricia diretto dalla Prof.ssa Chiara Benedetto e nel Reparto Universitario di Neonatologia diretto dal Prof. Enrico Bertino, con il supporto della Fondazione Medicina a Misura di Donna, a cui si deve l’iniziativa Nati con la cultura. Tale progetto, che assegna ad ogni nuovo nato nella struttura ospedaliera di torinese un passaporto culturale che consente alla famiglia la libera
partecipazione alle attività dedicate da molti musei territoriali, parte dal principio secondo cui l’arte può trasformarsi in una potente risorsa di benessere e potenziamento creativo, a partire dai primi anni di vita, determinanti nello sviluppo della personalità.

“L’infanzia è il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita.”
Lya Luft


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